Ilsorrisodeibimbi | L’importanza di capire i segnali dei bambini
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L’importanza di capire i segnali dei bambini

Fa inorridire l’idea che qualcuno possa usare violenza su un bambino, tanto più se piccolissimo. Ancora di più se a commettere il gesto è un educatore a cui sono affidati i nostri figli e se le vittime sono bambini particolarmente indifesi. Quali sono i segni precoci per riconoscere il dramma? I bambini non sempre si esprimono con le parole: comportamenti, gioco, disegni, linguaggio del corpo sono canali di comunicazione da esplorare attentamente. In generale, attraverso una o più di queste vie, i bambini tendono a riprodurre le dinamiche della violenza ricevuta mettendo in scena quanto subito, identificandosi nell’aggressore o somatizzando l’accaduto. Da non trascurare, comunque, anche i modi più generici attraverso i quali i bambini chiedono aiuto: incubi, insonnia, irritabilità, apatia, capricciosità. I bambini si esprimono sempre. Il problema è imparare a leggere la miriade di modi in cui le loro emozioni possono comunicare che «c’è qualche cosa che non va». E si esprimono tanto più facilmente tanto più si sentono sicuri di avere la libertà per farlo. La famiglia è di certo la palestra per imparare che nessun vissuto e nessun evento devono essere nascosti per vergogna o per paura di deludere mamma e papà. Sono paura e vergogna, infatti, che impediscono per lo più di capire e creano spirali viziose di sofferenza. Se un piccolo, infatti, riceve un danno e non ha l’intervento riparatore della sicurezza dell’amore dei genitori, si aprono le porte di sofferenze psicologiche anche gravi per il futuro. Ad Anfo l’adulto che ha avuto il coraggio di intervenire ha dato ai piccoli il segno che dei grandi si possono fidare. E a mamme e papà la possibilità con pazienza, e se serve con un aiuto, di medicare.

Giornale / Rivista

Corriere della Sera - Ed. Brescia

Date

21 aprile 2015

Category

Rassegna Stampa